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Zanetti: “Allenare il Verona è una grande responsabilità. Prendo questo incarico con voglia e fame. Avanti col 4-2-3-1”

di Hellas Live

Pubblicato il : 9 Luglio 2024 - 17:40

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“Questi sono i momenti di inizio stagione, una presentazione di rito e di benvenuto a mister Zanetti. Ci apprestiamo a iniziare un campionato nel quale dovremmo fare un lavoro importante, dimostrare ancora una volta che siamo delle persone e una società che si unisce alla gente di Verona per lottare e per far gioire i tifosi. Ciò che è stato importante nelle ultime due stagioni è stata la grande unione della squadra e della società con la tifoseria; la cosa più bella per un Presidente, per un Direttore e un allenatore. Siamo ancora qui sapendo che sarà un altro anno molto difficile: ogni anno il livello della competizione si alza sempre di più. Ci sono squadre e proprietà che si rinforzano sempre di più, quest'anno tre neopromosse come Parma, Como e Venezia sono proprietà straniere che hanno grandi possibilità economiche alle quali uniranno idee. Quest'anno dovremo fare un'altra impresa, e lo dico con la consapevolezza che ci contraddistingue, ma lotteremo partita dopo partita. Sono contento di presentarvi mister Zanetti: non è semplice per una società cambiare ancora allenatore, sarebbe più semplice dare continuità ai progetti, ma sono contento che abbia accettato la nostra proposta. Paolo ha grande motivazione, la trasmetterà, si è già reso conto di quanto sarà bello allenare il Verona anche nelle difficoltà. La nostra volontà è quella di arrivare alla fine con lacrime di gioia". (Sogliano)

Mister, come possiamo immaginare il suo Verona? "Prima di tutto voglio ringraziare chi mi ha dato fiducia e la possibilità di assumere un ruolo così affascinante. Sono partito dal basso, sono uno che si è costruito attraverso il lavoro e otto anni fa quando ho iniziato non avrei mai immaginato di poter allenare il Verona, è una grande responsabilità. La società è stata chiara, sarà un percorso difficile e duro ma che potrà dare grandi soddisfazioni. Dovremo avere una mentalità umile, fondata sul lavoro, sulle caratteristiche di questo Club. Dobbiamo parlare di calcio, di tattiche e moduli, ma la prima cosa deve essere la mentalità. Dobbiamo creare un gruppo unito. Ieri ho conosciuto i ragazzi: siamo un gruppo multiculturale, abbiamo molto margine a livello comunicativo tra tutti noi, ma il linguaggio comune sarà il campo. Dovremo essere aggressivi, avere spirito di sacrificio, essere umili e dimostrare la passione di fare questo lavoro. Siamo dei privilegiati e non dobbiamo dimenticarlo mai. I miei ragazzi in campo devono avere questa mentalità, dietro abbiamo i nostri tifosi, un esercito che ama questa squadra. Prendo questo incarico con grande voglia e fame, finalmente si comincia".

Questa sarà una stagione speciale per il Verona, si celebrano i 40 anni dallo Scudetto, in quella squadra c'è qualche figura che l'ha ispirata? "Non ho vissuto lo Scudetto di persona, avevo solamente due anni all'epoca, ma da grande appassionato di calcio conosco la storia. Era una squadra di grandi giocatori, ma in questo caso mi sento di nominare il mister, figura che ricopre il mio ruolo oggi. Dico quindi Osvaldo Bagnoli, che con una squadra di campioni ha portato a termine un'impresa storica. Quella era una squadra di giocatori fortissimi, ma forse non erano i favoriti per il titolo, e in questo rivedo un po' noi. Non so se noi saremo meglio dal punto di vista della qualità rispetto agli altri, ma non dovremo essere secondi a nessuno dal punto di vista del carattere e della mentalità".

Si arriva da due stagioni di grande lotta con grandi soddisfazioni finali, qual è il suo punto di partenza? "Credo che mister Baroni abbia fatto un qualcosa di straordinario insieme al grande lavoro del Direttore Sogliano, che ha dimostrato di saper portare dei giocatori che hanno fatto molto bene, anche meglio rispetto a chi era andato via. Vale la pena continuare su questa strada, ogni giocatore è al suo posto nel 4-2-3-1. Si costruirà la squadra su questo percorso già tracciato ma anche con delle modifiche, delle armi per cambiare i sistemi di gioco. Dovremo ragionare per principi di gioco e non per sistemi".

In questo Verona che nasce dalle basi dell'anno scorso qual è l'impronta? "I trequartisti sono importanti per qualsiasi squadra, il campo va coperto in tutte le sue zone. Ho dei principi importanti per me come il pressing, la conquista e la riconquista del pallone. Il possesso palla serve anche per spendere meno energia, compatibilmente con le qualità dei ragazzi e non deve essere fine a se stesso, a me piace un calcio verticale, dinamico, ma non voglio vedere giocatori che buttano via il pallone".

Se Cabal dovesse essere ceduto si potrebbe provare a giocare anche a tre in difesa? "In questo momento siamo in una fase primordiale dello sviluppo del nostro percorso. Il mercato incide con le opportunità che avremo in entrata. Io non ho fatto nomi, ho chiesto delle caratteristiche. Cercheremo di avere una certa flessibilità tattica. Arriverà Harroui, che può ricoprire più ruoli. Per i terzini cercheremo di prendere giocatori con caratteristiche diverse tra loro. Non sono attaccato a sistemi, solo a dei principi. Voglio avere un'identità ben chiara".

La strategia sarà quella dello scorso anno, con attenzione alle plusvalenze o occasioni irrinunciabili? "Le dinamiche sono sempre le stesse, quelle di una società che deve mantenere dei parametri, non possiamo permetterci ingaggi troppo elevati. Abbiamo cercato di prendere giocatori che vogliono venire a Verona, che vogliono farsi conoscere, mettersi in mostra. Questa è una società che deve fare plusvalenze per mantenere i conti in ordine. Non ci diverte, ma è un orgoglio per noi prendere giocatori poco conosciuti e poi poterne fare delle plusvalenze. Continueremo a lavorare così. I giocatori che devono vestire questa maglia devono avere fame e voglia di affermarsi, chi ha già dato non è adatto alla filosofia di questo Club". (Sogliano)

Come affronterà il ritiro sapendo che i giocatori che ha a disposizione poi potrebbero cambiare? "I ragazzi per me finché indossano questa maglia sono giocatori del Verona, calciatori che hanno la stessa filosofia del Club, la stessa mentalità. Non posso pensare al fatto che la squadra sarà diversa a campionato iniziato, non posso lavorare solo su quelli che ci saranno al 100%. La prima cosa è il rispetto della maglia, del Club in cui siamo e questo arriva solo con il lavoro fatto in un certo modo".

Quanta voglia di rivalsa ha? Cosa significa aver accettato la sfida di Verona? "Mi è successa una cosa che nel calcio capita, ma questo non è il luogo per addentrarsi nei dettagli. Mi resta una grande esperienza dopo l’Empoli, un carico di emozioni e spirito di rivalsa. Devo trasmettere queste sensazioni ai miei giocatori, voglio consolidarmi in questa categoria. Ho scelto una squadra che ha il mio stesso carattere, con una piazza così importante. Quando mi hanno chiamato mi è scattato qualcosa dentro e non vedo l’ora di dimostrarlo".

Come è stato scelto mister Zanetti? "La scelta dell’allenatore è sempre difficilissima. Quando io e il Presidente dobbiamo fare una scelta, andiamo per obiettivi. Oggi se tu parli con gli allenatori, sono tutti preparati, molto professionali, tutti hanno uno staff completo. A volte vai per sensazioni, finché non lavori con una persona non conosci il suo operato. Nella sua penultima stagione Paolo ha fatto 43 punti, io firmerei oggi per arrivare a quel punto. La stagione successiva non ha speso a livello nervoso. Come sapete, le nostre stagioni hanno un grande dispendio in termini di energia. Questa è stata una caratteristica in più perché nell’ultima stagione non gli è stata data la possibilità di spendere ed esprimersi da questo punto di vista". (Sogliano)

Mister, quali sono gli errori che deve evitare di commettere? "Ci sono errori personali che ho fatto. Il nostro mestiere è anche quello di prendersi delle responsabilità. Quando fai un campionato in Serie A del genere, nel momento in cui rimani forse la categoria ti sembra stretta. Forse pretendevo qualcosa dai ragazzi che loro non riuscivano a darmi, probabilmente ho sbagliato in questo. L’errore dell’inizio è stato quello. Quando capisci dove hai sbagliato, significa essere una persona intelligente. Da qui si impara, mi sono focalizzato sulle mie colpe".

Che rapporto vorrebbe avere con il Direttore Sogliano? "Quello che ho ora, un rapporto schietto, diretto. Sono sicuro che questo non cambierà. È sicuramente una persona che sa dirti le cose in faccia, anche se la verità non è piacevole".

La sua opinione su Cisse e Corradi, impegnati nel raduno con l’Italia Under 19, pensa di integrarli con la Prima squadra?"L’idea c’è. Sono due ragazzi che conosco, molto interessanti. Ho già dimostrato nella mia carriera di essere in grado di lanciare giovani. Loro giocheranno se lo meriteranno. La carta d’identità non conta, ciò che conta è quello che si fa sul campo. Io sarò pronto a metterli in campo senza paura, ma li valuterò come faccio con tutti gli altri".

Henry è un giocatore 'fumantino', a gennaio sembrava potesse partire, ma al momento è tra i titolari... "Henry non è stato convocato, siamo in una trattativa con il Palermo, in una fase già avanzata. Non aveva senso convocarlo per prenderlo in giro, quando magari fra due giorni poi vai via". (Sogliano)
"Il discorso della mia discussione con Henry era stato risolto già quella sera stessa. Non va via perché sono arrivato io. Lo ritengo un buon giocatore, gli faccio un in bocca al lupo per la sua avventura se non sarà con noi". (Zanetti)

Inizia la sua avventura con il rinnovo di Lazovic, un giocatore importante per il Verona... "Darko è un ragazzo che ho chiesto al Direttore anche io di tenere. Per rimanere ha fatto anche delle rinunce e questa è una grande dimostrazione dell’amore che ha verso questa piazza. Penso che potrà aiutarmi a spiegare lo spirito di appartenenza ai più giovani, ai nuovi. Bisogna avere voglia di farsi trasportare dal Club in cui stai lavorando, abbracciare le caratteristiche di una società e di una città".

Un allenatore del passato voleva prendere alti gli avversari, ne aveva fatto una delle sue caratteristiche principali… "È uno dei miei punti fermi, fermo restando che non sempre è facile mettere in atto questo modo di fare calcio. L’idea è sempre quella di dare un’impronta aggressiva, anche con le squadre più forti di noi, non bisogna dare tempo di lasciarle ragionare".

Manca poco tempo al nuovo campionato, che avrà un avvio tosto per l'Hellas..."Indubbiamente. L'inizio sarà difficile, ma abbiamo l’obbligo di far vedere fin da subito chi siamo. Il campionato è lungo, ma noi dobbiamo cercare di fare un percorso dall’inizio alla fine. Siamo obbligati subito ad andare ai cento all’ora, per certi versi è il miglior inizio possibile".

State seguendo altri profili di attaccanti centrali? "Difficile sapere qualcosa. Il nostro è un mercato nel quale noi analizziamo tanti giocatori, davanti faremo qualcosa ancora. Lo stesso Mosquera è un giocatore non conosciuto, su cui noi dobbiamo puntare, come abbiamo fatto in passato. Sicuramente è un reparto in cui dobbiamo ancora lavorare. Non è facile al momento, soprattutto per le condizioni attuali". (Sogliano). Fonte: hellasverona.it
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29 Commenti

  1. Bepino

    Solite stronzate di ogni anno. E le sentiremo ogni anno fino a quando il furfante carpigiano non sparirà dalla circolazione.

  2. Ciano birreta

    Mai uno chel diga:stano nemo in Europa perché semo l’Hellas Verona. Dopo se andemo in serie B ci se ne frega.

  3. Ruspa

    Concordo col Ciano. On po pi de coraio cazzo. Paremo na società del campionato montenegrin. Salvessa Salvessa Salvessa non I conosse altro

  4. Bastian Contrario

    Visto? Lo dice anche lui grande unione tra squadra, presidente, ds e allenatore! Di cosa parliamo? Setti abituato a cagare in faccia alla sua tifoseria unita per la squadra! Scoperta la tecnica societaria!!!

  5. Isaia

    Per adesso che lotta per la salvezza dichiarata semo solo noaltri. Tutte le altre un po più de ambizioni le ga. Parfin Venezia e Como puntano ad un campionato dignitoso ma non parlano di salvezza

  6. Solito

    Ghe da soffrir? Se soffre… come tutti gli anni!
    Se retrocede? Le stesso… é nella nostra storia, nel nostro DNA.
    Ma io dopo lo scudetto e l’era Mandorlini, i campionati più belli gli ho vissuti con Arvedi e Martinelli

    1. pippo gialloblu

      Porta pazienza, anch’io ho amato Martinelli e Arvedi, ma non il loro calcio . Se il gioco di Juric e soprattutto di Tudor non ti è piaciuto, credo tu non sia veramente sincero….. Poi che si debba sempre soffrire siamo tutti d’accordo, l’Hellas è questo.

  7. Alex James Mariotti

    A me dei campionati belli di C o B non mi dispiaciono ma sinceramente preferisco 10 anni o più di sofferenza in serie A …

  8. Cristiano 71

    Tutti fanno belle dichiarazioni ma alla fine tre squadre retrocedono ed una sola vince lo scudetto, quindi? Quindi basta lamentarse, manega de grole!!

  9. Marko

    Cossa ca**o ve lamentio… se i disesse puntemo all’europa dopo ghe sarea na mota de delusi….mejo star basi co le ale che se riva la corente giusta se fa sempre in tempo a volar pi in alto! Vai Zanetti fali laorar che qualcosa de bon lo tiren fora magari….

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